IL TEMPIO SACRARIO RICORDA GIUSEPPE SANNAZZARO NATTA, SOLDATO E COMBATTENTE PER LA LIBERTA’.

Sabato 25 ottobre 2025, nella prestigiosa cornice del Museo Storico “G. Beccari” di Voghera, è
stata ricordata la figura del Colonnello di Cavalleria Conte Giuseppe Sannazzaro Natta,
combattente nelle due Guerre Mondiali e nella Resistenza.
L’evento si è inquadrato nell’ambito delle iniziative organizzate dal Tempio Sacrario volte a
commemorare l’80° Anniversario della Liberazione dall’occupazione nazifascista e nell’impegno a
sottolineare il contributo fornito dai militari delle Forze Armate regolari italiane, e della Cavalleria in
particolare, alla Guerra di Liberazione.
Relatori d’eccezione il Professor Giorgio Federico Siboni, Patrono del Tempio, docente presso il
Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano, Direttore scientifico della
Fondazione Bricherasio e Associato internazionale per la Royal Historical Society che ha illustrato
l’excursus biografico e professionale dell’Ufficiale e del suo ruolo nella Resistenza e Giuseppe
Sannazzaro Natta, nipote omonimo, che ne ha sapientemente tratteggiato gli aspetti peculiari del
carattere e della sua dimensione famigliare.
Ne è scaturita l’immagine suggestiva e per molti aspetti romantica del giovane Ufficiale dei
“Cavalleggeri di Roma” che aveva mosso i suoi primi passi nel mondo militare proprio nella grande
caserma di Voghera che ospita oggi il museo storico e nella quale il reggimento era in guarnigione
negli ultimi anni del XIX° secolo. Combattente, diplomatico e esperto di logistica nel corso delle
due guerre, allo scoccare dell’8 settembre 1943 si recò a Cuneo, nel flusso della 4ª Armata, con il
comando della quale collaborò nel quadro della amministrazione del saliente nizzardo e, rifiutata
l’adesione alla Repubblica Sociale, aderì alla rete militare dissidente spostandosi faticosamente in

Brianza, dove fornì un fattivo contributo alla Lotta di Liberazione organizzando i rifornimenti di
uniformi e materiali ai combattenti della lotta di Liberazione.
Alla Liberazione, ricongiuntosi con i membri della famiglia fortunatamente superstiti, Giuseppe
Sannazzaro Natta accusava poco più tardi i sintomi di un tumore che lo avrebbe angosciosamente
condotto alla morte il 29 dicembre 1948.

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